Ri-appropriarsi del corpo. Pratiche artistiche e processi di produzione simbolica come spazio privilegiato per l’annullamento della dicotomia tra “salute” e “malattia” in un caso di patologia degenerativa a livello motorio
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Come citare

Fondacci, F. (2020). Ri-appropriarsi del corpo. Pratiche artistiche e processi di produzione simbolica come spazio privilegiato per l’annullamento della dicotomia tra “salute” e “malattia” in un caso di patologia degenerativa a livello motorio. AM. Rivista Della Società Italiana Di Antropologia Medica, 21(50). Recuperato da https://www.amantropologiamedica.unipg.it/index.php/am/article/view/511

Abstract

Re-appropriation of the Body: Artistic Practices and Symbolic Production Processes as a Privileged Space for the Cancellation of the Dicotomy between “Health” and “Disease” in a Case of Degenerative Pathology at Motor Level

This article is the outcome of my dissertation for the postgraduate course in Theory and practice of artistic therapy at the Milan Brera Academy of Fine Arts and is rooted in the three years artistic laboratory I conducted with Roberto, a man suffering from a serious neuro-degenerative pathology. Although his severe physical condition forced him to almost complete total immobility, he managed to change the way he looked at himself, learning new techniques of the body in artistic practice. The new image that he returned to others was no longer centered on disease, but had expanded to his spirituality and human depth, expressed on oil paintings, created using brushes with his mouth.

Ri-appropriarsi del corpo. Pratiche artistiche e processi di produzione simbolica come spazio privilegiato per l’annullamento della dicotomia tra “salute” e “malattia” in un caso di patologia degenerativa a livello motorio.

Questo studio nasce come tesi del biennio specialistico di Teoria e pratica della terapeutica artistica nell’Accademia di belle arti di Brera a Milano. Si tratta di un laboratorio artistico, durato tre anni, con Roberto affetto da una grave patologia neuro-degenerativa. Anche se la sua grave condizione fisica lo costringeva a un’immobilità quasi totale, è riuscito a cambiare il modo di guardarsi, apprendendo, nella pratica artistica, nuove tecniche del corpo. La nuova immagine che ha restituito agli altri non era più centrata sulla malattia, ma si era allargata alla sua spiritualità e profondità umana, espressa su tele a olio, create utilizzando i pennelli con la bocca

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